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24 aprile 2010

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TRANSTORESELA

Una camminata sul luogo del Delitto. 
Domenica 16 maggio
Ritrovo 8.30 al parcheggio delle Piscine di Via Santini.

Un autobus ci porterà a Poiano, da dove partirà la camminata.
Per prenotare il posto sull’ autobus scrivere a transtoresela@gmail.com scrivendo il proprio nome e il numero di posti che si vogliono prenotare.

Ogni partecipante è responsabile di sé e deve provvedere alla propria scorta di cibo e di acqua.
DESCRIZIONE DELL’ ITINERARIO:
Poiano, Alter Ego, Giù a Sommavalle, San Mattia, D – San Martino, Chiesa Avesa, Cimitero Avesa, Ciclabile Santini, Piscine Santini, Via Bresciani, Cimitero Quinzano, San Rocco, San Rocchetto.
Si parte in prossimità della rotonda Esselunga di Borgo Venezia e si prende l’asfalto del vecchio pezzo della provinciale fino in prossimità della fine della superstrada (inizio della futura autostrada delle Torricelle), dove si svolta a sinistra. Si prende a destra, e la capezzagna verso nord che corre sotto collina, poi si rientra su asfalto verso la rotonda del Famila. Prima di arrivare alla rotonda si piega a sinistra per Via Bakhita e si prosegue per Via del Sasso giungendo nell’abitato di Poiano. Si piega su a sinistra, per via Segorte seguendo le indicazioni gialle e blu dei sentieri della dorsale (D) collinare veronese raggiungendo Via Sotto Castello. Ad un capitello, si gira a sinistra, in salita, per Vicolo Sotto Castello. Si prosegue per un centinaio di metri finché non ci si imbatte in un sentiero che sulla sinistra sale su per la collina. Superata la sbarra che vieta il passaggio alle moto, si prosegue in salita, che subito diventa erta, seguendo il segno giallo e blu. Il sentiero sbuca su una capezzagna e qui si deve tenere la sinistra. Dopo qualche decina di metri si giunge al bivio con la strada asfaltata delle Torricelle, in prossimità dell’ex discoteca Alter Ego: si gira a destra e si prosegue per asfalto, lasciando perdere la deviazione a destra che va verso il percorso della salute. Scollinato e lasciata a destra la deviazione per Via Bonuzzo Sant’Anna, si prende a sinistra la stradina Sommavalle. Dopo 3-400 di discesa metri si arriva al tornello che permette di scendere alla Fontana Sommavalle. Qui si prende il sentiero a destra che sale fino ad un gruppo di case, poste alla fine di Via Sommavalle. Si percorre la viuzza asfaltata nella sua interezza fino a giungere nuovamente ad intersecare la strada delle Torricelle. Si piega a sinistra e in breve si raggiunge San Mattia. Qui si imbocca la strada a destra, denominata strada delle Giazzole: si percorre l’asfalto in discesa per duecento metri fino a che non giunge ad una curva a gomito. Si abbandona l’asfalto e si prosegue diritti per il sentiero D (segnale giallo e blu). Il sentiero divalla dolcemente sulle colline di Avesa, arrivando poco dopo la Chiesa di San Martino. Giunti nei pressi dell’asfalto, si gira a sinistra, tornando verso Verona. Si piega a destra verso via Ottonello e quindi si va verso il Cimitero di Avesa seguendo adesso la pista ciclabile. Si segue la pista e al bivio si prende per le piscine Santini. Superate le piscine, alla rotonda si piega a sinistra e alla successiva rotonda si gira a destra per Via Bresciani. Si prosegue diritto fino alla rotonda di Quinzano, che si oltrepassa, andando al cimitero di Quinzano. Da qui si va alla Chiesa di san Rocco. Dietro la Chiesa, si prende i l sentiero D che conduce all’eremo di San Rocchetto. (Michele Dall’ O’)
 8 km –  3/4 ore
250 m dislivello
L’ iniziativa è promossa da:
Legambiente, Italia Nostra, Amici della Bicicletta, Amici del Straforo, WWF, Verona In, CiViVi, Il Carpino

21 gennaio 2010

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Il futuro della città secondo Italia Nostra

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA

 

Martedì 12 Gennaio 2010
CRONACA Pagina 15 

AMBIENTE E CULTURA. Tra opportunità da sfruttare e contraddizioni


Dai musei al Pat alla viabilità: ecco la «ricetta» di Massignan

Opportunità da sfruttare e contraddizioni da risolvere. La sezione veronese di Italia Nostra, associazione per la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale, fa una «radiografia» agli interventi sulla città programmati dall'amministrazione Tosi. E propone alcune alternative, raccolte in un documento: a esporle, in occasione della cena sociale, il presidente della onlus Giorgio Massignan.
«La nostra città, da almeno 15 anni, è priva di una reale pianificazione del territorio», esordisce. «Di volta in volta sono stati proposti, e per fortuna quasi mai realizzati, progetti slegati da una visione complessiva. Chiediamo si metta in atto un'analisi preventiva delle potenzialità della città, la quale, oltre ai settori terziario e agroalimentare, possiede la grande vocazione al turismo».
MUSEI. Questo settore, per il quale Verona si colloca ai primi posti su scala nazionale, non si può ridurre «a una palpatina alla statua di Giulietta o a un giro nei parchi di divertimento». Primo passo, nella visione di Italia Nostra: stendere un piano regolatore per la valorizzazione degli edifici monumentali, compresi quelli militari. «E creare, inoltre, un percorso museale che dalla Gran Guard ia si snodi verso il Maffeiano e Castelvecchio, quest'ultimo trasformato in un unico grande museo grazie al trasferimento della parte militare a palazzo Gobetti, da salvare dalla vendita». E l'Arsenale «non va sminuito portandovi uffici».
UNIVERSITA'. Un richiamo al complesso della Passalacqua: «Un'occasione imperdibile», dice Massignan, «per creare un campus universitario tra i migliori in Italia, con alloggi per studenti e docenti, spazi per la ricerca e i convegni, foresteria, impianti sportivi dedicati all'ateneo. E non, invece, quel minestrone che è stato progettato».
PAT. Il motto ! di Italia Nostra, quando si parla di urbanistica, è «porre un limite alle nuove costruzioni e recuperare le esistenti». Continua Massignan: «Ricordiamo che a Verona ci sono circa 10 mila appartamenti sfitti: ipotizzando una media di tre inquilini ciascuno, potrebbero ospitare 30mila persone». Ci sono poi gli edifici del demanio militare: «In città abbiamo cinque caserme, acquistabili dal Comune per essere adibite, una volta ristrutturate, a edilizia economica popolare. L'obbiettivo, in tal caso, è riportare in centro coppie giovani con bambini». Non si risparmiano le critiche al progetto per le ex Cartiere, «collocate in una zona tra due "tappi", via Basso Acquar e viale Piave, dove un centro commerciale e direzionale, con sale cinematografiche, concentrerebbe migliaia di auto».
VIABILITA'. Dulcis in fundo, «il traforo delle Torricelle», conclude Massignan, «che com'è stato già stimato, toglierà al centro solo il 30% del traffico, asciugherà le risorse economiche per il futuro e comporterà la cessione di zone di compensazione in Valpantena, convertendo zone agricole in edificabili. Invece, andrebbe rivisto completamente il sistema di trasporto pubblico». L.CO.