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22 luglio 2010

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LEGGA, CARO SINDACO...


Legga, caro sindaco,
e si ricordi che per la salute propria e dei propri figli i cittadini che l’hanno votata si potrebbero incazzare molto ...sopratutto quelli che hanno ricevuto la sua “tranquillizzante” lettera su ca del bue: personalmente chiederò conto di quello che non hanno fatto ai consiglieri dell’opposizione.
Se ha le “palle” ed è “tosto”, come il suo capo partito, si opponga a decisioni prese altrove ...altrimenti è connivente in un affare che arricchirà qualcuno e provocherà sofferenza e dolore a molti cittadini oltre all’impoverimento di molti contadini a Verona e dintorni.
Le alternative all’inceneritore ci sono (Vedelago/Treviso ed anche altre) ...e non faccia finta di non saperlo.

bernardo piemonte



Oggetto: Buone notizie: hanno chiuso l'inceneritore di Pietrasanta
Sotto sequestro l'inceneritore di Pietrasanta
Ha riempito il territori di diossina e metalli pesanti

 
A Falascaia è attivo o meglio era, un impianto di incenerimento considerato sicuro, perché dell'ultima generazione, di quelli che inquinano meno di un barbeque, secondo l'ormai famosa affermazione dell'assessore all'ambiente del comune di Parma Cristina Sassi.
Aperto nel 2002, 110 mila le tonnellate trattate annue, nel 2008 lo sforamento dei livelli di diossina era stato di 4 volte i limiti di legge, e addirittura si ipotizzò che si fosse costruito un software che manometteva i dati per mantenerli nei termini consentiti.
Controlli, aggiornamenti, rassicurazioni.
La commissione speciale di inchiesta non aveva portato da nessuna parte e tutti si erano detti tranquillizzati, al punto che il presidente della commissione Paolo Marcheschi aveva chiosato, “servono, non solo in questo impianto, maggiori controlli per monitore al meglio la qualità delle emissioni e per tranquillizzare le popolazioni. Nel caso specifico, il nuovo gestore dell’impianto di Falascaia, subentrato nell’esercizio da circa un anno, si è dimostrato disponibile ad aumentare i controlli e a collaborare con gli enti preposti per un monitoraggio più puntuale ed efficace delle emissioni”.
Non potevano invece stare tranquilli i cittadini versiliesi, non dovevano proprio.
E oggi la magistratura ha messo la parola fine alla storia dell'inceneritore con il sequesto di tutto l'impianto. Sigilli posti dalla Procura di Lucca con l'ausilio della polizia forestale, provinciale e comunale in località Pollino dove fino a ieri era in funzione il mostro inquinatore.
Sembra di vivere in anticipo delle situazioni a cui anche a Parma ci dovremo preparare.
L'inceneritore di Falascaia viene chiuso dopo 15 anni di lotta dei cittadini e dei comitati che avevano nel tempo denunciato innumerevoli volte lo sforamenti dei limiti di legge e gli inquinamenti subito del territorio.
Ora a Parma, ancora al momento libera da questo incubo, non soddisfatta dai danni che l'impianto del Cornocchio ha causato al territorio, i nostri amministratori, Provincia di Parma in testa, ci vogliono ributtare in questa scena che nessuno vuole.
Nonostante tutto quello che succede in giro per l'Italia il business viene messo prima dell'interesse dei cittadini.
Svegliati Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 8 luglio 2010
-675 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!




Un'altra buona notizia, caro sindaco: hanno chiuso l'inceneritore di Lecce per aver sforato i limiti massimi della diossina di 130 volte!

http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/07/13/lecce-sospese-le-attivita-dellinceneritore-killer/inceneritore killer fermato

Anche ammesso che esistessero filtri capaci di mantenere le emissioni
pericolose nei limiti di legge e che il privato che gestirà l'impianto di ca del bue sia così scrupoloso da mantenerli sempre efficienti ...la diossina – quella consentita dai limiti di legge - si accumula nei terreni, negli esseri viventi e prima o poi verranno fuori i suoi effetti cancerogeni ....e gli inceneritori non producono solo la diossina. Vede sindaco qualcuno l’ha diffidata, io la tengo informata e se un giorno dovrà rispondere in tribunale delle sue decisioni su ca del bue potrò testimoniare che lei è stato informato ...mi sono fatto la posta certificata apposta!

Comunque spero ancora che lei si fermi, che ascolti quello che dice il segretario della lega di Parma Andrea Zorandi:

http://consumi-parma.blogautore.repubblica.it/2010/05/30/termovalorizzatore-ma-quanto-mi-costi/

che segua l’esempio degli amministratori leghisti di Treviso che hanno scelto di incentivare la raccolta differenziata  e riciclare  a freddo (Vedelago) creando molti più posti di lavoro e facendo spendere meno ai loro cittadini. Anche se il comune di Verona ha preso molti milioni per questo progetto insensato, la ns. salute, soprattutto quella dei bambini, le produzioni agricole ed il turismo valgono molto di più e realizzare impianti tipo Vedelago costerebbe molto meno al comune, cioè alle tasche di tutti i cittadini veronesi, di 25 anni di inceneritore.
 
bernardo piemonte 

16 luglio 2010

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Le metastasi della ’ndrangheta in Lombardia. E in Veneto? E a Verona?


Anche le grandi opere in programma nel veronese, come il traforo e l'inceneritore di Ca' del Bue, possono far gola alla mafia. Dopo i fatti di Milano magistrati e parlamentari potrebbero, con accertamenti e interrogazioni, verificare la consistenza delle società fiduciarie in gara per i lavori e autorizzate dal ministero per lo Sviluppo economico (retto da Berlusconi dopo le dimissioni di Scaiola).

14/07/2010. Quanta mafia c’è nel Nord Italia? Quanta nel Veneto? Quanta a Verona? Sono domande urgenti e necessarie, vitali per la salute del nostro territorio dopo la maxiretata del 13 luglio contro la ’ndrangheta (300 persone coinvolte) che ormai, con certezza, ha radici anche in Lombardia. Ad aggravare la situazione il fatto che alcuni degli arrestati appartengono al mondo politico e amministrativo. Il Corriere della Sera del 14 luglio dà un quadro allarmante. Nel titolo in prima pagina scrive: «La Lombardia colonizzata dalla ’ndrangheta». Ancora più preoccupante quando precisa: «Essenziali le relazioni con i politici del Nord». Pare che la mafia calabrese cercasse di mettere le mani sugli appalti per l’Expo 2015: grandi opere, grande giro di soldi, grande tentazione per gente senza scrupoli che a Milano, con l’occupazione degli alloggi popolari, già da tempo è di casa.

Non è un episodio isolato ed è per questo che nel Paese si è aperta una grande questione morale che necessita di atti concreti di prevenzione dei fenomeni criminali, da attuare attraverso rigidi controlli. Di camorra si parla nell’inchiesta per gli appalti dell’eolico in Sardegna, dove un gruppo di persone avrebbe dato vita a una sorte di associazione segreta per fare affari in modo illecito: l’accusa è di aver corrotto politici, esercitato pressioni sui magistrati per ottenere favori. Dietro questa “P3”, come è stata chiamata, c’è la malavita campana impegnata nel riciclaggio di denaro sporco nel Nord Italia, magari con affari sui rifiuti o nelle case da gioco. Gli indagati per questa vicenda sono Flavio Carboni, già condannato per il crack dell’Ambrosiano, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. Si indaga anche sul fronte delle connivenze politiche e saltano fuori i nomi del senatore Marcello dell’Utri (Pdl), appena condannato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa, e di Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl, accusato nel 2008 di riciclaggio di rifiuti tossici.

Del pericolo di infiltrazioni mafiose nel Veneto e nel veronese hanno parlato il Procuratore generale antimafia Pietro Grasso, il Procuratore capo di Verona Mario Giulio Schinaia, il presidente della regione Luca Zaia (Lega Nord), il presidente degli industriali veneti Andrea Tomat. Di mafia parlano le cronache sui giornali locali, le relative inchieste in corso e i beni sequestrati alla malavita organizzata sul nostro territorio. Da oggi tutti questi elementi vanno letti in relazione ai gravi fatti di queste ore, perché in questo modo possiamo capire le reali proporzioni del fenomeno.

Se le infiltrazioni mafiose avvengono attraverso la corruzione politica e l’intermediazione di faccendieri, allora anche le grandi opere in programma nel veronese (vedi Verona In numero 24), che per i cittadini hanno una valenza strettamente territoriale, quando fanno parte di logiche più ampie possono sfuggire al controllo degli stessi amministratori locali. Ecco perché, dopo i fatti di Milano, magistrati e parlamentari potrebbero, con accertamenti e interrogazioni, verificare la consistenza delle società fiduciarie in gara per i lavori e autorizzate dal ministero per lo Sviluppo economico (retto da Berlusconi dopo le dimissioni di Scaiola).

Per Verona riportiamo due esempi, che sotto questo punto di vista possono destare qualche timore: il traforo delle Torricelle, per la cui realizzazione è prevista una spesa di circa 450 milioni di euro, e l’inceneritore di Ca’ del Bue: un appalto da1 118 milioni di euro.
Il passante Nord è per molti veronesi solo la soluzione ai problemi di viabilità locale, ma recenti emendamenti alla Finanziaria lo promuovono a progetto finanziabile dallo Stato perché in qualche misura complementare all’autostrada e al traforo del Brennero. In altre parole quello che visto dal basso è la soluzione ai problemi di Veronetta, di nessun interesse per la mafia, visto dall’alto diventa l’anello di congiunzione per il traffico tra l’Alto Adriatico e il Centro Europa, una torta che fa certamente gola alla criminalità organizzata.

Anche il raddoppio dell’inceneritore di Ca’ del Bue, che porterà l’impianto veronese a bruciare oltre 500 tonnellate di rifiuti ogni giorno, per le sue proporzioni esce dalle logiche territoriali e dovrebbe essere seguito con attenzione al fine di prevenire ogni possibile infiltrazione malavitosa legata alle ecomafie.

Giorgio Montolli
www.verona-in.it

8 aprile 2010

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I COMITATI CITTADINI VERONESI SI RIPRENDONO LA PIAZZA


San Zen, aiutene tì !

Lunedì 12 aprile
giorno di San  Zeno
appuntamento dalle ore 18  alle 22
in Piazza San Zeno

per festeggiare San Zeno, patrono di Verona - città aperta

sono fra i partecipanti
Roberto Puliero, con la Torcolada e poesie di Barbarani
Marco Ongaro, e le sue canzoni
Cafè Desordre, Acoustic trio, com musica e reading
Livio Masarà e il suo gruppo di musiche popolari
Sandra Ceriani e Margherita Sciarretta, con letture dei miracoli di Zeno
 
sono invitati

  • tutte tutti gli amanti di questa città che la vogliono difendere dalle minacce che subisce
  • veronesi, di ieri e di oggi, che vogliono che qui nessuno si senta straniero
  • comitati civici che vogliono contrastare i comitati d'affari

San Zen che ride, è un santo

  • democratico, fu eletto dal popolo veronese
  • nonviolento, sapeva risolvere i conflitti in città
  • popolare, i suoi miracoli aiutavano i più poveri
  • solidale, era africano, “vescovo moro”

Il territorio veronese è minacciato da un’autostrada in città (Traforo), le piazze sono minacciate dai parcheggi (Piazza Corrubbio), l’aria è minacciata dall’inquinamento (Inceneritore di Cà del Bue), la convivenza civile è minacciata da una politica della paura, della chiusura, dei divieti.

Non sappiamo più a chi rivolgerci...
...San Zen, aiutene tì

31 marzo 2010

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«San Zen... aiutene ti!»

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Mercoledì 24 Marzo 2010
CRONACA Pagina 16

«CITTÀ APERTA». Incontro dei gruppi che si battono su vari fronti

I comitati in piazza si affidano a San ZenoOrganizzata protesta pacifica per il 12 aprile, festa del patrono. «Un veronese che ci manca tanto»
«San Zen... aiutene ti!» Potrebbe essere questo lo slogan che lunedì 12 aprile farà da cornice alla protesta pacifica che il comitato Verona Città Aperta organizzerà nel quartiere di San Zeno. Nonostante la diocesi veronese lo celebri il 21 maggio (giorno della traslazione delle reliquie nella basilica), la festa del patrono della città è fissata nel martirologio al 12 aprile. E proprio in quella data si daranno appuntamento i vari comitati sorti in questi anni in città per ricordare al Comune che sui temi cruciali per la vita della comunità i cittadini veronesi vogliono essere democraticamente ascoltati.
«Sarà una riappropriazione laica dei significati della festa di San Zeno», spiega Mao Valpiana, uno dei promotori dell'iniziativa. «Tutti i veronesi sono legati alla figura del patrono. E anche noi, come cittadini, lo percepiamo ancor oggi molto vicino al nostro sentire. Egli infatti era: democratico perchè scelto dal popolo, non-violento perchè veniva spesso chiamato a fare pacificazioni, popolare perchè durante il suo episcopato visse povero e in mezzo alla gente, e infine, tutti lo sanno, era il vescovo moro, per le sue origini africane».

L'idea della manifestazione è nata lunedì sera all'incontro organizzato dal comitato Verona Città Aperta all'istituto Galileo Ferraris. Convivenza, cittadinanza, urbanistica, mobilità e salute questi i temi all'ordine del giorno. Durante la serata hanno preso la parola i rappresentanti della varie associazioni e dei comitati che con modalità e stili diversi si impegnano e sensibilizzano la cittadinanza su questi argomenti. Per il cartello «Nella mia città nessuno è straniero» che riunisce più di 50 associazioni impegnate sui temi dell'accoglienza e del rispetto del diverso era pr! esente il coordinatore Matteo Danese del Cestim, Mao Valpiana per il Comitato per Piazza Corrubbio, Alberto Sperotto del Comitato contro il Traforo delle Torricelle e Daniele Nottegar dell'associazione Verona Reattiva in rappresentanza del Comitato contro l'inceneritore di Ca' del Bue.
Come ha sottolineato all'inizio l'ex parlamentare Tiziana Valpiana introducendo i lavori, i numerosi coordinamenti di cittadini che su diversi fronti si occupano e si preoccupano delle sorti di questa città intendono costruire un percorso pubblico da «fare insieme» per far rinascere una Verona dell'accoglienza, della tolleranza, della disponibilità, del rispetto. «I comitati sono straordinari laboratori politici dove i singoli e le associazioni che rappresentano imparano a dialogare fra loro e con le istituzioni» ha ricordato la Valpiana. «Finora però, il dialogo fra il sindaco e i rappresentanti dei comitati su temi fondamentali quali la mobilità, la salute pubblica o l'integrazione, è avvenuto esclusivamente attraverso le pagine dei giornale e non in occasioni pubbliche di confronto».
La serata è servita per riallacciare i rapporti fra le varie anime che compongono il fronte di protesta verso l'amministrazione, da tutti criticata per lo scarso livello delle proposte politiche fino ad ora messe in campo. «Per riappropriarsi della nostra cittadinanza», ha concluso Mao Valpiana,
 
«l'appuntamento è per il 12 aprile, festa di San Zeno: un veronese che ci manca tanto»

24 marzo 2010

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"San Zen, aiutene ti !" Il 12 aprile in Piazza San Zeno

Da L'Arena del 24/03/2010

Organizzata protesta pacifica per il 12 aprile, festa del patrono. 
«Un veronese che ci manca tanto»



Verona. «San Zen... aiutene ti!» Potrebbe essere questo lo slogan che lunedì 12 aprile farà da cornice alla protesta pacifica che il comitato Verona Città Aperta organizzerà nel quartiere di San Zeno. Nonostante la diocesi veronese lo celebri il 21 maggio (giorno della traslazione delle reliquie nella basilica), la festa del patrono della città è fissata nel martirologio al 12 aprile. E proprio in quella data si daranno appuntamento i vari comitati sorti in questi anni in città per ricordare al Comune che sui temi cruciali per la vita della comunità i cittadini veronesi vogliono essere democraticamente ascoltati.
«Sarà una riappropriazione laica dei significati della festa di San Zeno», spiega Mao Valpiana, uno dei promotori dell'iniziativa. «Tutti i veronesi sono legati alla figura del patrono. E anche noi, come cittadini, lo percepiamo ancor oggi molto vicino al nostro sentire. Egli infatti era: democratico perchè scelto dal popolo, non-violento perchè veniva spesso chiamato a fare pacificazioni, popolare perchè durante il suo episcopato visse povero e in mezzo alla gente, e infine, tutti lo sanno, era il vescovo moro, per le sue origini africane».
L'idea della manifestazione è nata lunedì sera all'incontro organizzato dal comitato Verona Città Aperta all'istituto Galileo Ferraris. Convivenza, cittadinanza, urbanistica, mobilità e salute questi i temi all'ordine del giorno. Durante la serata hanno preso la parola i rappresentanti della varie associazioni e dei comitati che con modalità e stili diversi si impegnano e sensibilizzano la cittadinanza su questi argomenti. Per il cartello «Nella mia città nessuno è straniero» che riunisce più di 50 associazioni impegnate sui temi dell'accoglienza e del rispetto del diverso era presente il coordinatore Matteo Danese del Cestim, Mao Valpiana per il Comitato per Piazza Corrubbio, Alberto Sperotto del Comitato contro il Traforo delle Torricelle e Daniele Nottegar dell'associazione Verona Reattiva in rappresentanza del Comitato contro l'inceneritore di Ca' del Bue.
Come ha sottolineato all'inizio l'ex parlamentare Tiziana Valpiana introducendo i lavori, i numerosi coordinamenti di cittadini che su diversi fronti si occupano e si preoccupano delle sorti di questa città intendono costruire un percorso pubblico da «fare insieme» per far rinascere una Verona dell'accoglienza, della tolleranza, della disponibilità, del rispetto. «I comitati sono straordinari laboratori politici dove i singoli e le associazioni che rappresentano imparano a dialogare fra loro e con le istituzioni» ha ricordato la Valpiana. «Finora però, il dialogo fra il sindaco e i rappresentanti dei comitati su temi fondamentali quali la mobilità, la salute pubblica o l'integrazione, è avvenuto esclusivamente attraverso le pagine dei giornale e non in occasioni pubbliche di confronto».
La serata è servita per riallacciare i rapporti fra le varie anime che compongono il fronte di protesta verso l'amministrazione, da tutti criticata per lo scarso livello delle proposte politiche fino ad ora messe in campo. «Per riappropriarsi della nostra cittadinanza», ha concluso Mao Valpiana, «l'appuntamento è per il 12 aprile, festa di San Zeno: un veronese che ci manca tanto»  (Matteo Ferrari)

12 marzo 2010

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DIOSSINA ED ECOMAFIE: RIFIUTI-AMOLE!

I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI

contro l'inceneritore di Verona (Ca' del Bue)
Comitato Insieme per Borgo Roma - Beghelli - Comitato Fuori dal Comune - Comitato Ca' di David - Comitato per Buttapietra - Comitato di Zevio - Comitato V.V. Don Ambrosini - Ass. Cittadini per la Tutela del Territorio - Ass. Forum dei Veneti - Ass. Nimby Trentino Onlus

Serata informativa DEL CICLO Perchè No a Ca'delbue?
sabato 13 marzo 2010, ore 20,45
Sala Lucchi, Viale Olimpia 3 (zona Stadio) - Verona

Ripercorreremo assieme agli esperti il viaggio della diossina dalla fonte a casa nostra nel silenzio colpevole di chi non difende la nostra salute! Medici-oncologi, chimici, tecnici ambientali e vittime della mano della mafia si addentreranno e illustreranno in modo serio la minaccia, ma a questa si possono contraporre una serie di interventi e nuove tecnologie che possono evitarci il peggio...

Relatori:

Patrizia GENTILINI
, medico per l'ambiente ISDE-ITALIA
Gianluigi SALVADOR, Referente energia e rifiuti WWF-Veneto
Walter GIACOMIN, Comitato V.V. Don Ambrosini
Benny COLASANZIO, Giornalista, parente vittime di mafia

Moderatore Mirko Simonaio
 
Queste sono alcune delle domande che in questa serata troveranno risposta!


Cos'è la diossina?
Si è quasi dimenticato ciò che successe a Seveso,
nulla si sa di Albertville in Savoja.
Ciò che accadde dovrebbe far desistere dall'esporre la gente ad un tale rischio.
In questa serata si parlerà della diossina, quella presente nel compost usato in agricoltura entro i limiti imposti dalla delibera regionale 235 del 2009;
quella che inevitabilmente fuoriesce dagli impianti di incenerimento dei rifiuti;
quella che fuoriesce dai cementifici.
Quali effetti ha sulla salute umana?
Quali interessi si possono nascondere anche dietro la gestione dei rifiuti?
Cos'è il ciclo dei rifiuti?
Quali soluzioni si presentano a valle della raccolta differenziata per non rischiare l'emergenza rifiuti?
Come si devono utilizzare le risorse per gestirle al meglio



SI INVITANO LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI

info: www.insiemeperborgoroma.org

 

 

 

9 febbraio 2010

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"Se arriva l'inceneritore..."

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA


Venerdì 05 Febbraio 2010
CRONACA Pagina 13

PROGETTI. Secondo il presidente dell’associazione Verona Reattiva

«Se arriva l’inceneritore
la situazione peggiorerà»


Già ora la nostra aria è di pessima qualità. Cosa succederebbe nell’ ipotesi che venisse attivato l’inceneritore di Verona?
Lo chiede Daniele Nottegar, presidente dell’associazione Verona Reattiva che elenca una serie di dati sconfortanti:«Il nuovo impianto, infatti, scaricherà nell'aria una quantità impressionante di sostanze inquinanti. Se Ca’ del Bue lavorasse come lavora attualmente l’inceneritore di Brescia, che pare sia l’impianto italiano con i migliori risultati, bruciando 190.000 tonnellate di rifiuti in un anno, produrrebbe fumi pari a 1.140.000.000 Nm3, ossido di carbonio pari a 19,9 tonnellate, 1,9 di anidride solforosa, 8,3 di ossidi di azoto, 4,9 di acido cloridrico 4,9, un carico di polveri sottili totali pari a 427,5 chili, di carbonio organico totale p ari a 636,5 chili, diossine totali pari 1,998 milligrammi, cadmio pari a 343,3 grammi, tallio pari a 412,9 grammi, mercurio pari a 120,3 grammi, piombo pari a due chili. In totale metalli pesanti totali pari a 13,2 chili. I valori sono calcolati per le previste 190.000 tonnellate l’anno bruciate in base ai valori delle emissioni dell’ inceneritore di Brescia»
Nottegar conclude riv olgendosi agli amministratori:«Se volete veramente prendere dei “provvedimenti strutturali” non fatepartire l’ impianto; altrimenti vorrà dire che una volta di più questa amministrazione finge di fare qualcosa per ridurre l’ inquinamento mapoi in realtà non fa nulla di concreto. Ovvero: tanto fumo e poco arrosto».

2 febbraio 2010

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Pm10 alle stelle, e la Provincia approva l'inceneritore!‏

Comunicato stampa

"Pazzesco pensare ad un'inceneritore nelle attuali condizioni di inquinamento atmosferico". Questa la posizione del consigliere Giuseppe Campagnari,  che in una nuova interrogazione rivolta al Presidente Giovanni Miozzi e alla Giunta provinciale, torna  ad aggiornare sulle cattive condizioni della qualità dell'aria veronese: con 105 superamenti al 21 novembre 2009, Verona è risultata la provincia più inquinata del Veneto. Tale tendenza è proseguita anche nel 2010, con ben 15 superamenti  nel solo mese di gennaio, con picchi che superano i 100 microgrammi per metro cubo d'aria: il doppio del consentito. "Gli stessi dati del capoluogo li ritroviamo anche a San Bonifacio e Bovolone, a dimostrazione che il problema della qualità dell'aria riguarda tutta la provincia e richiede soluzioni coordinate su una scala adeguata" sottolinea il consigliere, il quale invita la giunta ad attivarsi per dotare l'area metropolitana attorno al capoluogo, di un  efficiente sistema di trasporto pubblico; per portare a termine i progetti (già esistenti) di ferrovia metropolitana e promuovere l'uso delle energie rinnovabili. Infine, Campagnari invita la giunta a desistere dallo "sciagurato" progetto del nuovo inceneritore di Cà del Bue.

In allegato: Interrogazione (PM10_2010-1.doc)
Grazie

Ufficio stampa
Giuseppe Campagnari
Consigliere provinciale Gruppo Sinistra e Libertà - Rifondazione - Comunisti Italiani

9 gennaio 2010

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Verona Provincia Virtuosa


Befana 2010 a Verona: ancora piromani in azione



AGGIORNAMENTO (05/01/2010): ad un anno di distanza siamo ancora a lottare contro l’assurdità di un inceneritore a Verona. L’amministrazione da una parte riduce la TIA (Tariffa Igiene Ambiente) del 3% ai cittadini dopo gli ottimi risultati della parziale passaggio alla raccolta porta a porta a Verona, mentre dall’altra riceve la diffida dagli amici di Verona Reattiva e dai comitati contro la riattivazione dell’impianto di Cadelbue.

Leggete bene il testo della diffida (“Decisioni, studio di fattibilità e bando di gara per la costruzione dell’inceneritore previsto a Verona in località Ca’del bue. Diffida e preavviso di azione legale“), poi in sequenza ascoltate la denuncia della dottoressa Gentilini sugli “errori di traduzione” operati sul testo degli studi scientifici di riferimento per le autorizzazioni degli incenetitori italiani.
A questo punto provate a riascoltare le dichiarazioni dell’assessore all’ambiente Giancarlo Conta.

Non molliamo. Neanche nel 2010! Non ce lo possiamo permettere.
Buona Befana.

Carlo Reggiani
Verona Provincia Virtuosa
http://www.verona5stelle.org

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Ca' del Bue, presidio.


Il Comitato contro l’inceneritore di Cà del Bue ci informa che:



Martedì 12 gennaio 2010 dalle 15,30 fino alle 16,30 
Si terrà un presidio in P.zza Dante, presso la Loggia Fra Giocondo 
aperto a tutta la cittadinanza
Lo scopo è quello di manifestare pacificamente e correttamente contro l’inceneritore di Verona (Cà del Bue) per il quale il Consiglio Provinciale, in quel medesimo pomeriggio discuterà la

Vas che è appunto funzionale all’avvio del medesimo inceneritore.
 Partecipate numerosi