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24 aprile 2010

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Una nuova impresa aspetta i 1000

Ultimi posti disponibili per passare alla storia!
Mille garibaldini cercansi. Oggi, 150 anni dopo la mitica spedizione?  Certo: la spedizione  si  ripete. ‘Garibaldino’ è sinonimo di coraggioso, valoroso, audace, impetuoso…. E in effetti, ingaggiare una battaglia volta a liberare la città dal traffico cittadino richiede coraggio, audacia e tutto il resto.  Anche perché stavolta l’impresa sarà compiuta cavalcando semplici biciclette.
 “Qui si cambia l’aria o si muore” proclamano dunque gli Amici della Bicicletta di Verona. Che  invitano mille, e più,  baldanzosi cittadini ed intrepide cittadine a “metterci la faccia”. Di che si tratta? Di una testimonianza e di un impegno preciso verso sé stessi e verso la città: effettuare nel mese di maggio  almeno 2/3 degli spostamenti sistematici – quelli che quotidianamente portano a scuola, o al lavoro, o a fare la spesa – in bicicletta. Oppure, se  preferibile, a piedi o con il mezzo pubblico. Evitando il più possibile il ricorso ad auto e moto, insomma.  L’impegno può essere sottoscritto compilando un modulo accessibile dal sito http://www.amicidellabicicletta.it , o presso la sede di via Spagna 6.
Co questa iniziativa, gli AdB si propongono di attirare l’attenzione sui ciclisti urbani e di trovare alleati che sostengano l’opportunità di investire più energie e risorse per la promozione della bicicletta e del mezzo pubblico.
La ricorrenza di quell’ impresa memorabile per il raggiungimento dell’unità d’Italia, il 5 maggio, e la conclusione del Giro d’Italia a Verona, il 30 maggio, sono per gli Adibì ottime occasioni per proporre una “buona pratica” molto diffusa in vari paesi europei. In Germania per esempio, da 10 anni l’ADFC, associazione nazionale di ciclisti urbani, in collaborazione con  Ministero Bavarese per l’Ambiente e la Salute, il sindacato e l’Associazione dell’Economia bavarese, ha lanciato la campagna “Mit dem Rad zur Arbeit”,  per promuovere l’uso delle due ruote nella vita quotidiana. “L’iniziativa ha coinvolto 60.000 persone in Baviera, 170.000 a livello federale e migliaia di imprese” ci ha raccontato  Martina Kiderle, dell’ADFC di Monaco. “Abbiamo  verificato che, a conclusione della campagna, molte persone hanno continuato ad usare la bicicletta per gli spostamenti da casa all’ufficio e che tale comportamento ha avuto un effetto contagioso su amici, colleghi, vicini. Andare in bicicletta fa tendenza”. Per forza: un recente sondaggio dell’associazione conferma che a Verona chi la usa la preferisce perché è un piacere che dona salute e benessere e fa risparmiare, ma soprattutto perché – incredibile ma vero –  regala tempo: in città, in bici, si arriva prima. Ciclisti di tutta Verona, unitevi, dunque. E se volete vedere a chi, date un occhiata qui:  http://www.amicidellabicicletta.it/mille/mille.php.
Ci troverete un sacco dei bella gente.

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TRANSTORESELA

Una camminata sul luogo del Delitto. 
Domenica 16 maggio
Ritrovo 8.30 al parcheggio delle Piscine di Via Santini.

Un autobus ci porterà a Poiano, da dove partirà la camminata.
Per prenotare il posto sull’ autobus scrivere a transtoresela@gmail.com scrivendo il proprio nome e il numero di posti che si vogliono prenotare.

Ogni partecipante è responsabile di sé e deve provvedere alla propria scorta di cibo e di acqua.
DESCRIZIONE DELL’ ITINERARIO:
Poiano, Alter Ego, Giù a Sommavalle, San Mattia, D – San Martino, Chiesa Avesa, Cimitero Avesa, Ciclabile Santini, Piscine Santini, Via Bresciani, Cimitero Quinzano, San Rocco, San Rocchetto.
Si parte in prossimità della rotonda Esselunga di Borgo Venezia e si prende l’asfalto del vecchio pezzo della provinciale fino in prossimità della fine della superstrada (inizio della futura autostrada delle Torricelle), dove si svolta a sinistra. Si prende a destra, e la capezzagna verso nord che corre sotto collina, poi si rientra su asfalto verso la rotonda del Famila. Prima di arrivare alla rotonda si piega a sinistra per Via Bakhita e si prosegue per Via del Sasso giungendo nell’abitato di Poiano. Si piega su a sinistra, per via Segorte seguendo le indicazioni gialle e blu dei sentieri della dorsale (D) collinare veronese raggiungendo Via Sotto Castello. Ad un capitello, si gira a sinistra, in salita, per Vicolo Sotto Castello. Si prosegue per un centinaio di metri finché non ci si imbatte in un sentiero che sulla sinistra sale su per la collina. Superata la sbarra che vieta il passaggio alle moto, si prosegue in salita, che subito diventa erta, seguendo il segno giallo e blu. Il sentiero sbuca su una capezzagna e qui si deve tenere la sinistra. Dopo qualche decina di metri si giunge al bivio con la strada asfaltata delle Torricelle, in prossimità dell’ex discoteca Alter Ego: si gira a destra e si prosegue per asfalto, lasciando perdere la deviazione a destra che va verso il percorso della salute. Scollinato e lasciata a destra la deviazione per Via Bonuzzo Sant’Anna, si prende a sinistra la stradina Sommavalle. Dopo 3-400 di discesa metri si arriva al tornello che permette di scendere alla Fontana Sommavalle. Qui si prende il sentiero a destra che sale fino ad un gruppo di case, poste alla fine di Via Sommavalle. Si percorre la viuzza asfaltata nella sua interezza fino a giungere nuovamente ad intersecare la strada delle Torricelle. Si piega a sinistra e in breve si raggiunge San Mattia. Qui si imbocca la strada a destra, denominata strada delle Giazzole: si percorre l’asfalto in discesa per duecento metri fino a che non giunge ad una curva a gomito. Si abbandona l’asfalto e si prosegue diritti per il sentiero D (segnale giallo e blu). Il sentiero divalla dolcemente sulle colline di Avesa, arrivando poco dopo la Chiesa di San Martino. Giunti nei pressi dell’asfalto, si gira a sinistra, tornando verso Verona. Si piega a destra verso via Ottonello e quindi si va verso il Cimitero di Avesa seguendo adesso la pista ciclabile. Si segue la pista e al bivio si prende per le piscine Santini. Superate le piscine, alla rotonda si piega a sinistra e alla successiva rotonda si gira a destra per Via Bresciani. Si prosegue diritto fino alla rotonda di Quinzano, che si oltrepassa, andando al cimitero di Quinzano. Da qui si va alla Chiesa di san Rocco. Dietro la Chiesa, si prende i l sentiero D che conduce all’eremo di San Rocchetto. (Michele Dall’ O’)
 8 km –  3/4 ore
250 m dislivello
L’ iniziativa è promossa da:
Legambiente, Italia Nostra, Amici della Bicicletta, Amici del Straforo, WWF, Verona In, CiViVi, Il Carpino

28 febbraio 2010

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MOBILITA' E SVILUPPO




L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA
Domenica 21 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 13


MOBILITÀ E SVILUPPO. All’assemblea della Fiab, che conta 1.816 iscritti, si è discusso delle strategie per il futuro

«Si investe poco a favore delle bici»
Fabbri: «Alcune ciclabili sono state cancellate solo per far posto alle auto E la Giunta non ci ascolta»

Un bilancio in positivo in termini di crescita e attività svolte, con il raggiungimento di quota 1.816 iscritti che ne fanno la maggiore delle Fiab provinciali a livello nazionale, e la previsione di arrivare a 2.000 associati nel 2010. Ma l’assemblea annuale degli Amici della Bicicletta, che si è svolta ieri pomeriggio nella sede del circolo ricreativo di Unicredit per fare un bilancio del 2009 e procedere al rinnovo delle cariche del direttivo, ha messo in luce anche qualche ombra, più consistente quando il presidente Paolo Fabbri, ieri confermato, ha analizzato il lavoro dell’associazione nei mesi scorsi nel contesto delle decisioni in termini di mobilità prese nei mesi scorsi dall’amministrazione.
È proprio nell’amministrazione, infatti, che la cultura delle due ruote pare incontrare, a detta di Fabbri, i maggiori ostacoli ed è dunque su questo aspetto, sulla necessità cioè di assumere maggiore visibilità e soprattutto incidenza nelle scelte della città (traforo, mobilità, piste ciclabili, parcheggi, inquinamento) che l’associazione intende muoversi nei prossimi mesi.
«Non c’è dubbio che la Fiab, nonostante la sua crescita com e realtà rappresentativa della cittadinanza, incontra ancora molta difficoltà nel rapporto con le amministrazioni, e in particolare con quella comunale», ha detto Fabbri. «Non siamo stati capaci di entrare nelle elezioni provinciali, però a livello provinciale qualche passo è stato fatto. Dal Comune siamo invece percepiti tutt’oggi come avversari politici a prescindere. Molti provvedimenti recenti sono andati in direzione contraria all’incentivo alla ciclabilità: tolte le corsie preferenziali nella Ztl, eliminata la ciclabile di via Teatro Nuovo per guadagnare 6 posti auto, tolta la cicla! bile di via Ghetto; la nostra manifestazione S.i.n.d.a.c.o. non ha avuto interlocutore, tanto per fare qualche esempio».
E aggiunge: «A Verona si investe sui semafori intelligenti e sul traforo, opera alla quale ci siamo opposti a fianco del comitato contrario perché la riteniamo assurda e dannosa: si investe dunque per incentivare l’auto, mentre sulla metropolitana e sui mezzi pubblici non si fa nulla di concreto. Certo si dice che domeniche come questa di blocco del traffico non sono risolutive per l’inquinamento: ma intanto non vediamo profilarsi altre soluzioni. È su queste questioni che come Amici della bicicletta chiediamo di venire ascoltati, mentre nella Consulta sulla mobilità continuiamo ad essere ignorati».A.G